30 Ottobre 2009

Love is (not) only a feeling

Ho solo un ricordo di te. Pochi istanti che sembrarono eterni.
Il mondo si fermò per permettermi di viverli al meglio, per ricordarli al meglio.
Col vestito della domenica io, insieme alla mia genitrice correvo tra le banche di quel mercato paesano. Tutto mi affascinava quella sera: i colori, le trame, le voci, le luci e miei occhi si riempivano di stupore in quel grigio apparente e frenetico. Ma qualcosa più del resto rapì la mia mente perchè all'improvviso scorsi te, poggiante sul ciglio di un muricciolo in mattone e calce, dietro qualche vecchia pezza. Conoscevo tutti nella mia campagna natia e mi stupì con gioia la vista di te, che mai ti avevo incontrato e conosciuto. Volgevi lo sguardo a terra ed i tuoi biondi capelli coprivano il tuo volto. Tra le mani armeggiavi un'arpa che forse era tua o forse sel casellante a pochi passi da te. La melodia era unica, celestiale come fosse suonata da un angelo qual'eri. Tutto, tutto scomparve intorno a noi e niente vedevo che te, immergendoti nei miei pensieri fino ad affogarti. Il mio cuore suonava la stessa musica delle tue mani ed il mio sguardo era fisso su di te e sull'aurea magica che ti avvoleva splendidamente rendendoti una fiaba, un dolce. Te ne accorsi, ma non con gli occhi, bensì col pensiero tuo che io, io ti stavo ad ammirare come una rarità, come un fiore che sboccia, un pavone che si atteggia. Volsi lo sguardo verso me, incrociandolo al mio. Ma non volevi attirare parole o gesti e quasi nascondevi il tuo sorriso dietro al legno dello strumento che padroneggiavi timidamente. Nonostante fossimo lontani ci capimmo e capimmo che eravamo insieme, ma soli a quel mondo che fino a qualche secondo prima non era mai esistito. E come nacque così svanì.
Ma mia madre e la sua fretta tornarono riportandomi e riportandoci alla terrena razionalità separandoci per sempre. Scoppiando quella bolla magica di amore e novità, di pace e tranquillità dove il tempo non esiste. Tuttavia io non dimenticai mai quel momento. Vissi tutta la giornata attonitamente e ancora oggi nonostante porti un anello al dito penso a te. Al nosto amore intenso perchè concentrato in uno sguardo, e nelle mie notti e nelle mie passioni e nel mio cuore vivi e regni tu, creatura celeste.

All'ascolto: Mysteries of love-Patrick Wolf (solo interpretata e non scritta)

 
29 Settembre 2009

It born to be a dream

La sabbia pungeva fredda sotto ai nostri piedi. E i nostri giochi da bambini scaldavano il cuore in questa spiaggia abbandonata al gelo dove il sole è sempre un' aspettativa, un domani. Alto e fiero su quella scogliera, é lui il più grande ed il più coraggioso tra noi tutti e così si dimostrò tuffando il suo corpo nudo nella buia notte del mare tranquillo, piatto, pronto ad accogliere quello che succederà e chi vi vive già nella noia, gettandolo nello scompiglio.
Per qualche tempo i nosti cuori e polmoni si fermarono, la tensione li aveva catturati e diretti fino allo sfinimento; egli poi tornò in superficie ed alzando le mani al cielo ricevette un applauso che tutti noi credemmo il più meritato. Andò a recuperare i suoi panni bagnandoci della sua gloria e del suo onore. Noi tutti eravamo colpiti ed immersi in quella impresa che lo circondava dei nostri sguardi e delle nostre parole, che anche se non dava a vedere acclamava come il rosso al toro.
Un rumore dal mare attirò i suoi pensieri e si voltò, facendo voltare tutti nella direzione del suo sguardo blu.
E disse con la sufficienza di chi tutto sa "Quella è un esemplare assai raro sulle nostre coste, una tartaruga gigante" ed aggiunse con la presunzione di chi crede di poter tutto "Quella bestia camperà o magari ha già campato più che i nostri padri, diamole una lezione e facciamole capire chi è il padrone di questo universo".
Capite le sue intenzioni chi si presentò sul suo cammino fù a terra punito dalla giustizia della prepotenza ed egli ormai indisturbato colse sassi da terra e cominciò a scagliarli contro il povero e vecchio animale. Finchè non emise suoni infernali e lamentii di tormento egli infierì.
Ma una cosa strana come mai ci si presentò davanti gli occhi e le ragazze urlarono, dall'oscurità di quella distesa bagnata e fredda emerse un candido spirito che rincorse chi disturbò la natura di tanto silenzio e quiete. I suoi occhi rossi di rabbia puntarono quelli blu del carnefice che tentava la fuga e la sparizione tra scogli, sabbia ed agitazione. Nemmeno la pineta ebbe cura di lui e gli alberi si aprivano in aiuto allo spettro che si ingrandiva con la sua paura. Lo ebbe tra le mani e lo condannò a schiavo di Nettuno per l'eternità del mondo terreno e celeste.
Noialtri superstiti a questa condanna corremmo verso il paese e tutti dissero che egli morì perchè chi odia perisce del suo male. Ragazzi ed adulti credono che il suo spirito vaghi condannato a rivivere il dolore della natura distrutta e torturata e nelle notti del medesimo giorno della tragedia, di anno in anno, si presenti per essere deriso da chi un tempo lo ha erroneamente venerato.

All'ascolto: http://www.youtube.com/watch?v=avYlyx38LdQ&translated=1 (Paolo Nutini-Worried man)

 
15 Settembre 2009

The mysteries of Love

Tic tac tic tac tic tac tic tac tic tac tic tac tic tac tic tac tic tac
Volgi il tuo sguardo all'indicatore temporale ritenuto più preciso, memorizza quanto interpreti.

L'ansia abitudinaria di questi cieli soffoca il mondo. Il sedicente creatore ed estintore eterno di questo verde respiro. Esso ancora è capace di seminare ed aspettare il germoglio della vita causa del tempo, del tempo colpevole e vile.
Ed ora che questi campi non conoscono più calore, ed ora che queste anime non conoscono più luce soffrirà con loro o se ne befferà? Venerato nella notte del creato quale divinità e disprezzato poi per la sua pressione; l'umanità, così.
E fugge, scappa, si mette al riparo perchè ad esso vuole sottrarvisi e inventa rimedi, sollievi, elisir perchè rallenti la sua corsa imbizzarrita. Chi lo ama soffre e vuole alleviare le sue pene per non crearne nuove, ma chi lo odia soffre più. Nell'agitazione della noia tutto diventa un pretesto materiale trasfigurante questo eterno conflitto tra l'apparire e l'esservi.
Esso tiene il mondo nella sua grande mano e decide ogni cosa. Pensa ed elabora. Urla e corre. Genitore di luce e buio, incontrastato sovrano della vita e della morte li stringe nella sua morsa e li libera secondo quanto vuole. E quanto vuole è quanto può: tutto.

Tic tac tic tac tic tac tic tac tic tac tic tac tic tac tic tac tic tac
Volgi il tuo sguardo all'indicatore temporale ritenuto più preciso, memorizza quanto interpreti. Di nuovo.
Ha ingannato anche il lettore, scettico dal primo verso.
Ed ora non è più prima, cos'è successo? Qualcosa o ognicosa è cambiata? Nel lettore?


 
03 Agosto 2009

Sending all my love to you

La guardavo. I suoi occhi sapevano comunicare ai miei soltanto una cosa, l'unica che in quel momento avrei voluto ascoltare. Tacevo, dunque, sapendo in cuor mio che solo questo avrebbe addolcito, accorciato l'attesa mia.
Mi era accanto ormai col suo corpo e coi suoi pensieri intensi e freschi. Tali dovevano mantenersi, come i miei suonavano in tanta quiete. Dio solo sapeva quanto aspettai questo momento, per averla ed amarla, ora. Ma egli, nemmeno, sa quanto stia gioendo respirando quest'aria magica e dolce.
Non lascerò tutto il mio mondo cadere nella precarietà di un attimo, salverò questa sensazione per tutti i giorni che verranno.
Perchè non c'è posto, tempo o universo altro per me.

La guardavo. I suoi occhi sapevano comunicare ai miei soltanto una cosa, l'unica che mai avrei voluto ascoltare. Tacevo, dunque, sapendo in cuor mio di ritardare soltanto l'inevitabile.
Mi era accanto ormai col suo corpo soltanto, i suoi pensieri lontani erano freschi. Tali dovevano mantenersi, come i miei suonavano in tanta confusione, nonostante tutto. Dio solo sapeva quanto aspettai per lei, per averla ed amarla, un tempo. Ma egli, nemmeno, sa quanto stia soffrendo respirando quest'aria velenosa ed amara.
Non lascerò tutto il mio mondo cadere nella precarietà di un attimo, lotterò per salvare questa sensazione.
Perchè non c'è posto, tempo o universo altro per me.

 
24 Giugno 2009

Io, in prima persona per voi

Sento di trovarmi in una sorta di limbo, di terra di mezzo, forzatamente e impotentemente. Tutto è sfocato intorno a me.
Una porta si sta lentamente chiudendo alle mie spalle, ne posso udire il chiaro stridìo dei cardini ormai arrugginiti; ma ad ogni mia mossa azzardata o indifferente essa è pronta a tornare aperta e risucchiarmi nel mio passato e il suo eterno presente. Un'altra, più grande, più bella, più nuova si sta lentamente muovendo davanti a me, ma ancora non posso entrare nel mondo celato dalla sua presenza, anche se il mio corpo e la mia mente me lo chiedono, senza tregua. 
Non mi spiego molte delle cose che stanno succedendo in questa landa infinita fatta di tempo ed emozioni, ma così è e così sarà, o forse no.
Mi cullo nell'incertezza di questo momento di tensione e paura senza curarmi del rumore della porta alle mie spalle, ma solo della dolce melodia che proviene dal grande portone dirimpetto.
Mi piace pensare che c'è qualcuno che veglia su di me e sulla mia tranquillità, qualcuno che mi pensa e spera con me, qualcuno che vive per me in questo spazio buio e che sa che lo raggiungerò, oltrepassando questa situazione per entrare nel futuro. Qualcuno che crede in me.
Tutto è ormai relativo perchè così la logica vuole, prima che sia trascritto nella mia storia, nel destino.
Ma questi attimi di smarrimento non sono solo miei, ma di molte altre anime ancora ed io sarei avaro a credere il contrario. Lo penso.
Vivere anche gli attimi difficili della vita significa che è arrivato il momento di crescere e superarli significa riuscire a farlo. Chi dispera ora è un mezzo uomo, un bambino che non è pronto ad entrare in questo portone celeste targato futuro e preferisce bearsi in quello arrugginito del passato.
Domani, in quel nuovo mondo, saprò di aver sofferto per uno scopo che oggi ancora m'è sconosciuto e sarò contento di averlo fatto per me e per chi mi ama e chi mi odia poichè nei primi giorni sarò vulnerabile quanto ghiaccio al sole. Ma mi fortificherò e sarò tra i migliori per la gioia che m'ha procurato la mia ormai ternimata ansia.


In bocca al lupo a tutti i maturandi '08/'09

 
21 Maggio 2009

You have a price, why?

Appena ti salutai corsi in casa col sorriso, posai tutto ed entrai in camera a cambiarmi. Scorsi una lettera sulla scrivania, imbustata e timbrata dallo stato. La sollevai e la tenni in mano per ore, fissandola senza tregua. Chiudevo gli occhi, deglutivo la saliva, ma le mie dita non trovavano mai la forza di svelare ai miei occhi quel segreto che il mio cuore già conosceva.
E fuggii alla tua ricerca perchè avrei voluto almeno la metà del tuo coraggio, ma la strada era lunga ed io nervoso stropicciavo quella missiva invadente come un cuscino. Sedetti vicino a te e non servì nemmeno una parola per capirci, per svelare quella notizia che non conosce pietà. I tuoi occhi si riempirono di lacrime ed io potevo sentire tutto il tuo dolore, la tua disperazione, più grande della mia e di chiunque altro. Riuscivo a sentire tutto il tuo amore per me, che sono un disgraziato. Mi prendetti per mano e mi donasti un tuo ricordo, da stringere ogni volta che il mio pensiero sarebbe andato a te, tanto lontana, ma tanto vicina. Mi promettesti di aspettarmi, il quanto non aveva importanza. La sincerità era stampata sul tuo viso ed io non temetti più nulla da quel momento, tranne di perderti. La cosa più bella della mia vita eri e sei soltanto tu.
Volli regalarti anch'io qualcosa così da sentirmi accanto a te. Qualcosa di unico, degno di te. Qualcosa che poi non ci sarebbe stata più, o non più come prima; così ti poggiai sulle mani una ciocca dei miei capelli. Un riccio biondo, tagliato dalla nuca.
Ricordo quegli attimi come appena trascorsi e li rivivo nella mia mente in questo momento di foschia. Ora che sento la vita andarsene piano dal mio corpo e gli occhi chiudersi lentamente, ho l'unica forza di stringere il tuo ciondolo e di pensare al tuo dolce sorriso in tempi felici.
Ti chiedo scusa se non sono riuscito a mantenere la promessa e se non sono tornato da te. Ma una pallottola nel petto lo sta decidendo per me, per noi.

 
28 Aprile 2009

Smoking my inspiration (Alice)

Mi riservo cinque minuti di pausa, ormai il sole va tramontando e i miei ochhi si fanno pesanti. Mi sdraio e le mie ciglia di abbracciano, accendo la mia ispirazione. Mi godo questo silenzio, la più dolce delle melodie.

<Sogno o son desto? Chi si stende laggiù? Ehi, sveglia!>

E' risaputo: la miglior cura contro la solitudine è socchiudere le palpebre in cerca di riposo. Di certo Robinson Crusoe lo conosceva.

<Me ne vado, me...ne...>

Ed ora i granelli di terra sono grossi quanto me e i fili d'erba sono alti come montagne e a parlarmi è una gigantesca rosa bianca, incantevolmente avvolta nella rugiada del mattino. Vorrei rimanere qui, ad assaporare la sua visione per ore e girarmi per accogliere nei miei occhi la meraviglia dei colori di queste orchidee, tanto delicate e tanto intonate. Intonate perchè ora cantano i mille desideri di chi ha ali e vorrebbe aver pinne e di chi ha pinne che vorrebbe aver gambe e di chi ha gambe che vorrebbe aver steli e di chi ha steli che altro non desidera. Ma in me cresce l'orgasmo della conoscenza e la volontà della scoperta perchè chi di consigli sa dar ora è ormai giallo e rimpiange la giovinezza. Così corro, corro tra milioni di radici sotto di me e scavalco sassi e mi nascondo da insetti. Fino ad accorgermi d'essermi fatto più alto e di guardar ques'erba negli occhi. La mia curiosità è rapita adesso da un brulicare di voci squillanti miste a risa e convenevoli e mi avvicino al centro del rumore, incavato in un tronco. Ma cado ora in un tunnel senza luce, sento freddo, eppure credo di esser pronto a raggiungere l'altro capo della terra, là dove tutti passeggiano a testa in giù. Un tonfo sordo e raggiungo una sala, davanti a me parate di tavole festa e l'allegria v'è senza guardar. Ma gli invitati non han parvenze umane, sono animali che aman conversar. E appena intravedono me dal camino dal quale sono sceso mi invitano cortesemente ad unirmi al banchetto e raccontano di questo mondo impossibile dove ognuno conosce l'altro perchè mai nati ci son stati.

<Tu, cosa esser tu?>

Il fiato si fa scarno nel mio ventre ed io comincio a farfugliar suoni perchè chi io sia, ora non so più. Un uomo? Una donna? Un angelo? Un disegno? Un sogno? Un progetto? Un pensiero? La mia provenienza, il mio fisico, nè il mio sesso conosco più e così tra il panico della fretta e l'imbarazzo della dimenticanza sento che al mio corpo la mia anima non concede più i sensi. E corro, corro ancora alla ricerca della mia perduta identità fino a che il mio cammino non si scurisce e il sole scende all'orizzonte. Sono ora in un bosco dove i funghi han gambe e gli ombrelli son condor pronti ad aspettar gli avanzi di una cena; ma ora son alto quant'ero nel mio dimenticato mondo terreno pieno di 'se' e di 'ma'.

<Perchè i tramonti son pupazzi da legare?>

Chiamo me stesso, ma ormai sento che è tardi e forse la mia ispirazione ha ancora da durar.
Sveglierò i miei sensi all'alba del nuovo giorno...


http://www.youtube.com/watch?v=ws-MZK6YOkc&feature=related (Alice nel paese delle meraviglie-Meriggio d'or)

 
27 Marzo 2009

God saved the queen_second part

La nebbia è molto fitta quì al largo. In compenso, è cessato di piovere.
Doverbbe albeggiare, ormai; ma i tenui raggi del sole non riescono a farsi strada.
Tutto ciò che vedo è grigio, grigio che mi avvolge.
L'ondeggiare calmo del mare dopo la tempesta mi culla e il sonno mi rapisce.
Sogno mia madre che apre gli occhi proprio ora che a riva albeggia, svegliata dalla luce che penetra dalle tende.
Scende le scale e raggiunge la camera delle mie sorelle, recitando il rosario le fa rinvenire dal sonno con dolcezza.
E prendono a pregare anche loro per la giornata che verrà e per il povero padre e il fratello mio maggiore che un tempo furono ed ora più; naufraghi di una tempesta proprio com'io voglio fare per raggiungerli se ciò è permesso. Sciacquatasi il viso e le mani ella prosegue ora in cucina per aspettarmi al ritorno dalla pesca come di consueto. Ma non trova me, quanto le monete sul tavolo.
Chiude gli occhi a non vedere ciò che è la realtà, ma le mani a sfiorare il suo viso fresco serviranno per raccogliere sole lacrime sue e quelle delle minori. Le ultime trenta avemaria sono per me, per il destino dell'uomo di famiglia. Perchè la curiosità uccise il gatto e la vanità della conoscenza miete vittime umane.
Di colpo un brivido sale lungo la mia schiena e rinvengo dal sonno profondo nel quale m'ero abbandonato. Sento che il fondo della barca è umido.

"Tre donne a bordo portan sciagura
ma noi siam corsari e non ne abbiam paura"


D'altronde chi cantò di certe leggende non lo fece mai a sproposito.
Certamente il legno dev'essere forato, devo fare attenzione a non calpestare quel punto od io solo senza remi dovrò naufragare...



http://www.youtube.com/watch?v=39DBHj6vBbo&feature=channel_page

 
16 Marzo 2009

Hounds of love (raccolta di guizzi poetici in ordine cronologico)

Pur ignorando nome e ragione mi trovo ora a percorrer sentieri sconosciuti
ho imparato la melodia, ma non immagino la fine della storia
un'immensa landa fiorita a tratti e a tratti bruciata
evito il possibile i carboni sotto i piedi, ma li calpesto involontario.

Mi hanno offerto la chiave per un altro mondo
dicono che sia un mondo colorato.

Nel cielo c'è ancora quel poco di grigio che divide l'inverno dalla primavera.

Guidami se puoi in questa landa desolata
i miei occhi sarai per questa giornata
prendimi per mano, portami alla felicità
sogni come il nostro sono una rarità
ciò che di bello esiste io con te scoprirò
parlami vicino ed io ti capirò.

La psicologià dell'uomo è la sua vena di pazzia.

Questi giorni non torneranno più
le tue bugie hanno scritto la storia
la musica non sarà la stessa, poi
concentrati sul presente, ricorda il passato, ignora il domani.

Era lì, seduto, e suonava
guardandomi negli occhi cantava
abbracciava una grande chitarra di legno chiaro
le sue dita correvano per le corde
la sua bocca di muoveva a ritmo
il suo piede scandiva il tempo
un quadro musicale, di romantica armonia
sorrideva, poi, continuava
unica immagine che ho di lui
unica certezza di non rivederlo mai più.

Ti ho sempre consigliato di seguire solamente i tuoi sogni per raggiungere la felicità, anche se con fatica ed è questo che ho voluto fare anch'io, ma mi ha portato ad uccidere.

Si guardava allo specchio, senza riuscire a staccare il suo sguardo di dosso nemmeno per batter ciglio; ella vedeva soltanto se stessa.

Vorrei arrotolare questa grigia coltre che ricopre il cielo per vedere il sole ed urlare al mondo che sono felice.

Primavera è la promessa che aspettavo
primavera è il tuo pegno d'amore
primavera è un lampo nel buio
primavera è il profumo in città


Un viaggio senza destinazione finisce in te stesso:
http://www.youtube.com/watch?v=VSWRB1YWL_0&feature=channel_page

 
17 Febbraio 2009

Time had past to be the last

Era ormai notte fonda.
L'orologio della sala da the scandiva undici lunghi rintocchi. Non mi ero reso conto del trascorrere delle ore ed avevo lasciato il mio pasto a freddare accanto alla lanterna che ormai si stava spegnendo. Pensavo a lei e non sapevo fare altro. Stringevo le mie vesti indosso e chiudevo gli occhi per averla con me. Vedevo nella penombra le sue labbra e mi avvicinavo a baciare le sue guancie. Piangevo con singhiozzi da bambino; la mia camicia era già bagnata di lacrime. I pugni chiusi sulle mie ginocchia disegnavano la mia debolezza e la mia viltà che mi avevano reso impotente. Guardavo il cielo fuori dalla grande finestra come stessi cercando la risposta. E per ognuno di noi la risposta è scritta a chiare lettere, ma nessuno di noi sa leggerla. Che ne sarebbe della vita se si conoscessero le risposte del nascituro?
Non potevo vivere ancora senza di lei. Lei era la mia forza e il mio perchè. Molte cose succedono senza motivazione e lei era una di queste. Accadde e basta, perchè. Le mie membra erano eccessivamente affaticate, le vene pulsavano energicamente alle mie tempie e mi sentivo sfinito. Sono stato sempre preda di questa vita che mi prende e poco mi da. Regala al destino il mio cuore perchè lui se ne diverta ferendolo e ferendolo ancora.
Lei era là con me e un momento dopo non c'era più, ma io sentivo ancora il calore del suo corpo, l'affetto delle sue carezze. Il suo respiro intenso smuoveva ancora i miei capelli ed io cieco.
La macchina da scrivere perdeva inchiostro, ancora; ma questo non bastava per indurmi a rinunciare a quel mondo che tutto ha visto e nulla ancora.

<Non hai ancora trovato tempo per riposare? Il tuo romanzo? E' concluso?>

Quant'è superficiale alle volte chi mi circonda. Nessuno vede la realtà com'è prima di aprir bocca.
La mia espressione sul volto non ammetteva bugia e i miei occhi stanchi ormai si chiudevano.
Nel silenzio della mia angoscia cercavo di non dar fiato per le mie corde in gola o avrebbe parlato il cuor per non lasciar razionalità al cervello.

<Ma dimmi perchè. Perchè tu sei un romanziere? Perchè scrivi ciò che non vedi?>

Abbandonavo i freni della calma e mi cullavo della mia dialettica. Parlavo dunque, forse senza esser capito:

<Le parole possono cambiare ciò che la realtà esige offrendo la possibilità di vivere ciò che la logica non permette. Io ho potere contro la fredda razionalità e la obbligo a piegarsi sotto il mio veto. Io ho potere contro il tempo e gli impedisco di scorrere, anche per ore se voglio. Io ho potere contro la verità che diventa bugia a mia discrezione. Io ho potere. Ed io che solo lei desidero, solo lei e solo io ho.>

 
29 Gennaio 2009

Play with me in a lovely world

Voglio immaginare di essere un poeta rispettato ed ammirato. Immagino che la mia poesia sia proposta un giorno nelle aule scolastiche e che filologi di diversi pensieri abbiano scritto e interpretato di me e di lei. Premetto che la poesia è stata scritta oggi stesso. L'ispirazione ha fondamento solo nella mia serenità di avere tutto ciò che desidero e di ammirare una così bella giornata di sole. Immagino dunque questo compito:

Analizza il seguente brano tratto dalla raccolta di poesie postume di Elena M..le intitolato 'La mia vita tra cielo e terra'. Fanne la parafrasi scritta e un breve commento tenendo conto delle note che puoi trovare a piè di pagina. Il candidato può svolgere il suo lavoro con l'utilizzo di un dizionario. La valutazione è basata su una scala a quindicesimi. Buonlavoro.

"Questo raggio di sole vale molto più della promessa che tra poco sarà primavera.(1)
Il tuo (2) sorriso non lascia spazio al dubbio(3).
Finalmente (4) ora posso guardare il mare senza confonderlo con il grigiore del cielo.(5)
E finalmente (4) la natura ora è per quanto la vedo, nulla si cela sotto candidi manti. (6)

La limpidezza del blu racconta la storia del mondo (7) di cui oggi ho le chiavi. (8)
Il vento è ancora freddo, ma scalderà fino a diventare leggera brezza. (9)
Gli alberi spogli cercano le loro gemme fra le infinite bellezze di questa vita. (10)
I colori sono di nuovo vivi ed hannno riscoperto la gioia della brillantezza. (11)

Mi nascondo (12) dietro queste tende per paura che il mio riso sia prematuro.
Ma perchè non dovrei ridere se il mio mondo in realtà non è quello che sto ammirando? (13)"

Note:
(1)= si presuppone quindi che stia scrivendo a fine febbraio, inizio marzo del 2009 (anno indicato secondo fonti dell'epoca)
(2)= pareri discordanti: a) i filologi di stampo moderno rinducono l'aggettivo possessivo alla personificazione dell'amore che potrebbe essere un amore platonico o etero, ma le fonti dell'epoca non riportano nomi b) in forza di questo motivo i filologi di stampo classicistico presuppongono che sia riferito ad un fratello maggiore segreto disconosciuto da padre per motivi politici e da madre per questioni teologiche (poohlogia)
(3)= si presuppone una domanda di fondo a questo componimento incentrata su una fine e un nuovo inizio (sentimentale o famigliare)
(4)= inizio della pace e fine dei tormenti "finalmente" indica un precedente esaurimento
(5)= allude al fatto che finalmente può guardare alla sua vita senza lacrime che le appannano la vista
(6)= chiara allusione alla menzogna che le ha annacquato la vita a) i filologi moderni riconducono alle bugie dell'amore b) i filologi classicisti lo ricollegano alla presunte bugie dei genitori che tenevano nascosto il fratello maggiore
(7)= riferimento alla sua vita, si paragona al modo
(8)= le bugie sono state svelate
(9)= non riesce ancora a rendersi conto della sua mutata situazione, presto anche questo cambierà
(10)= senza più speranze cerca nuove motivazioni dalla nuova vita che le sembra molto più leggera senza il peso della menzogna
(11)= la nuova vita le riserva nuove e rigorose felicità
(12)= chiaro intento ironico: da testimonianze raccolte all'epoca si evince che fosse molto vanitosa e molto bella, nulla aveva da nascondere in viso ce non le lacrime e la smorfia della vergogna. ha timore tuttavia che la nuova vita ricada nell'oblìo della precedente
(13)= a) i filologi moderni interpretano questa chiusura come una dichiarazione della forza dell'amore sovrastante le ingiurie di spazio e tempo b) i filologi classicisti propongono un suicidio del poeta

Nome e cognome alunno/a: Maryo Rox (Mario Rossi, prof!)
Svolgimento:
Parafrasi:
'sto sole ke mi accieca va meglio ke se mi dici 'te doma è primavera'
non c'è dubbio ke ti 6 lavato i denti
era ora ke facessi qualcosa x il mio problema di daltonismo adesso vedo ke il mare e il cielo nn sn tt e 2 grigi
o finalmente è finito nascondito nn ho ancora trovato gli altri xkè sn nascosti trpp bene

ke storia la tua macchina blu nuova prestami le kiavi ke ci faccio 1 giro
in scooter fa freddo ne m'han venduto il clima x il vespino ma mi sa di tarokkata
(o proff ke fa? ci fa tradurre le porcherie? censuriamo dai ke c'è la privaci. gemma e gemma non le conosco ma spero x l'albero ke sian gnokke)

mi nascondo dietro le tende con la digitale xkè guardo le porcherie di prima e mamma non vuole, dice ke non sono ancora maturo
ma ke cazzo rido di già se ancora non hanno appizzato la stizzasimpa (la canna prof)

Commento:
Mica male ne cm storia questa!!!!!!! c'è tutto!!!!!! sesso droga e rockeroll(a) =D
A si possiamo trovare il protagonista ke kambia carattere quel personaggio coso (tipo dottor giekil e mister aid prof, mò il nome non mi viene) cmq prima il tipo è sfiguz poi si fa la canna e ride!!!!!!!! (rida un pò anke lei proff e magari vada ad alberi)
Le figure retoriche sn: figura di merda (quando non gli va la tarokkata cinese di clima), figura di carciofaro (quando si nasconde) e figura in altro a destra (quando si fa Gemma e Gemma).
Non so xkè sti tizi ingobbiti ke kiamate filologi c'han trovato storie di amori e fratelli bo
alla prox proff

 
11 Ottobre 2008

With love from me to you

Cara Gherta,
questa notte sai che non dormirò.
La mia mente sveglia, lucida, razionale aspetterà l'alba.
I miei occhi rimarranno serrati, nell'oscurità, alla ricerca deil tuo viso; le lacrime non li turberanno.
Starò quì, seduto sul mio letto a contare i minuti che si faranno, uno dopo l'altro, sempre più lenti.
Mi alzerò, forse, per respirare aria fresca, dalla finestra. Tenendomi stretto all'inferriata per non cadere cercherò la nostra stella e chiamerò il tuo nome, e pregherò i santi che mi accoglieranno per poterti guardare, una volta lassù. Cercherò l'inferno se il cielo non mi lascerà seguirti e proteggerti, ogni momento. Venderò così la mi anima a Lucifero, e venderò quella di mio padre per poter baciare ancora una volta le tue labbra e quelle di nostro figlio.
Se di una cosa mi dispiaccio, ora, quì è di non aver fatto di più per voi due che amo, quand'ero in tempo.
Un giorno crescerà e lui chiederà di suo padre, ma non raccontare di me cose buone. Odiami per la mia e la tua condanna e aiuta a crescere l'odio anche in quel piccolo cuore. Non voglio che lui soffra per gli errori della crudeltà del mondo e della gente che lo popola. Non dirgli mai di quel che è stato o di quel che sarà e negagli il nostro amore. Insegagli che questo è soltanto un gioco dove i partecipanti barano e mentono prima a se stessi.
Se un giorno sorprenderà le tue rosse gote bagnate dal pianto confessa miei fasulli tradimenti, i mei errori.
Vorrei che Dio avesser pietà di me e mi desse la possibilità di prendere per mano il mio mondo nel cammino rovinoso della vita.
Vorrei dirti tante, tante altre cose, vorrei riempire queste pagine di scuse e di lodi per te e per voi, anche se so che nulla basterebbe.
Ma ora questo lungo buio è finito, il sole albeggia, timidamente.
So che ci sarai e con te il candido batuffolo di coperte pulite e latte, ma darei un'altra innocenza per risparmiarvi questo supplizio.
Ora sento i tacchi scandire il tempo sul pavimento del corridoio che conduce alle celle, sono arrivati e mi porteranno via. Pagherò così il prezzo dell'errore di un altro uomo che per vigliaccheria non lo fa da sè.
Tu sei forte, ce la farai, anche senza di me.
Con tutto l'amore e la forza che ho ancora in corpo, perchè poi non mi servirà più.
Addio.
Tristan

 
03 Ottobre 2008

We're going throught changes

Mi vesto, lentamente e in silenzio.
Misuro ogni mio passo, ogni mio movimento, straniero.
Senza far rumore cerco nell'ombra un pettine, mi spazzolo i capelli. Poi mi sciaquo la faccia, illudendo me stesso che possa bastare.
Non le scrivo perchè già sa.

Nati nello stesso giorno e nello stesso paese di campagna siamo cresciuti e stiamo crescendo insieme, io e te.
La stessa balia cambiava le spille ai nostri cirripà e ci lavava, ogni giorno, prima di andare a scuola.
Abbiamo discusso e sbagliato insieme, ma abbiamo anche vinto.
Tu sei stato da sempre più bravo a scuola ed io a giocare al pallone; mentre tu stupivi gli amici con la tua dialettica io lo facevo con la mia abilità.
Ed è per questo che ti ho sempre stimato, sempre rispettato.
Io penso che al mondo nessuno possa volermi bene quanto te ed è sicuro che è reciproco.
A sette anni, noi due, abbiamo siglato un patto, col nostro stesso sangue.
Ora come ieri ricordo l'eccitazione del nostro primo giuramento senza dita incrociate, nascoste dietro la schiena.
Abbiamo ripetuto insieme un obbligo di verità, a qualunque costo e conseguenza, un obbligo di aiuto reciproco anche se avesse dovuto comportare problemi ulteriori, futuri o no, un obbligo di pace e difatti nei nostri anni di vita non abbiamo mai litigato, nè mai ci siamo picchiati per ottenere qualcosa. Ma ciò che volevamo sottolineare era soprattutto un obbligo di fedeltà. Nessuno dei due avrebbe dovuto mai rubare, mentire, incastrare, imbrogliare od ostacolare l'altro.
Questo perchè io e te sapevamo bene che senza basi un'amicizia non ha futuro nè stabilità.
Regole senza tempo che però tempo hanno visto.

Cammino lentamente dirigendomi da te. L'aria è fredda, pungente oltre il pesante cappotto che mi porto in spalla e l'unica cosa che riesco a pensare è che non sono degno.
Ti vedo, ora, e mi sembra sia la prima volta, ma tu sei quello di sempre. Sono in ritardo e tu me lo fai notare, ridi, scherzi, mi abbracci, come niente fosse successo e per te che non conosci così di fatto è.
E mi parli di lei quasi avessi colto il mio pensiero tormentato, ma oggi non racconti più dei suoi capelli, della sua pelle, del suo corpo di chè ora anch'io posso farlo; ma parli d'amore, di sentimento, del tuo cuore, del tuo respiro.
Mi stai pugnalando ed è ciò che merito.
Leggi! nei miei occhi sporchi il tradimento
Assaggia! sulle mie labbra il suo sapore
Senti! sulle mie mani il suo calore
Odora! sul mio corpo il suo profumo

Perchè io ho tradito te, non lei..

 
13 Settembre 2008

There must always be an END over the years

Sul treno notturno che viaggia dalla città verso il sud ho visto spiriti, con me, in questa salita senza destinazione, in questo viaggio infinito, per un grande amore ed un grande insegnamento. Dal mio finestrino, dietro le tende, ho osservato due gabbiani, persi in un'onda di malinconia dentro un mare di tristezza, ho colto i loro pensieri dentro il silenzio di questa tragedia. Agito una mano, sposto l'aria perchè mi trascini verso la libertà, prego di poter vedere la pressione su di me sprofondare nell'oblìo del perduto, del dimenticato. E' solo un segno, solo un progetto della graffiante elettricità, cantare per avere sicurezza di sè. Le costiere nascondono un tesoro che splende più del buio in questo vagone dove posso scrivere e crescere in una notte, per suonare i tamburi del tempo. Seguo la mia ispirazione verso le stelle, quand'ero giovane sognavo una piccola casa costruita sul mare dove avrei potuto vivere con cavalli alati, le stagioni hanno spento il fuoco come il re in me. Il viaggio verso la fine finisce in noi stessi, pieno di falsi ricordi, non erano ragioni di bellezza, non erano ombre, non era un grande amore. Stanotte ha vinto, il mio spirito ha catturato per sempre la pioggia, indietro nelle mie pericolose ragioni per vivere perdonando queste dimenticanze. Sono seguito da forze oscure, sono circondato da mal tempo, salgo alla voglia di morire per la desolazione infinita di questa esistenza, ma voglio vivere per vedere bel tempo. Vengo da un luogo che conosce solo Dio e questo sono io, per la natura e per il mio nome, non temo la paura, ma mi spaventa la preoccupazione.
Sono io e sono vivo, sono vivo, sono vivo, sono vivo!!!



Liberamente tratto da 'Wind in the wires' di Patrick Wolf e ispirato da 5cm di carta arrotolata.

 
18 Luglio 2008

Make yourself an idol

Sento una melodia tanto delicata, tanto celeste da non poter essere opera di uno qualunque dei terreni strumenti.
Ora le si accompagna una voce, non potrei dire se maschile o femminile, soltanto angelica.
Canta in una lingua sconosciuta, mai sentita nel corso dei miei anni.
Seppur così lontana, questa musica mi è così famigliare che comincio ad intonare anch'io.
Conosco note, ritmo e canto; all'improvviso.
Il vento soffia lieve sulla mia fredda, bianca, nuova pelle; mi culla, mi accarezza, mi bacia.
Mi sento come mai prima d'ora.
Il mio corpo non ha peso; se provassi a levarmi e facessi un balzo, volerei.
Ma non ho ancora aperto gli occhi; non voglio che il mio stupore si esaurisca subito, o forse non voglio avere paura.
Ciò che vedo, dietro le mie palpebre, è un buio colorato di fantasia.
Immagino angeli dai boccoli biondi cantare e suonare questa melodia che ora conosco anch'io come da sempre,
immagino una grande luce che dapprima mi abbaglia e poi mi incanta.
L'attesa è finita, pian piano schiudo gli occhi.
E' notte, il mio corpo di un candore luminoso è sdraiato sopra una distesa di un morbido verde e sopra me la magia di un nero cielo.
Il più bel cielo ch'io abbia mai potuto ammirare.
Dentro di me una meraviglia, una gioia immensa.
Sento lo spasmo dei pianti d'amore, ma dai miei luminosi occhi non scende nemmeno una lacrima, le mie labbra sorridono.
Le stelle sono tante da non poter essere censite, danzano, scrivono per me i nostri nomi.
A dispetto del volere del destino, mai d'ora in poi potranno essere separati.
A dispetto del volere della ragione, un salto e volo..


Sognava di raggiungere le stelle.
Ed una notte capì che l'unico modo per farlo era diventare una di loro, luminosa e splendida..

 
22 Giugno 2008

Whatshisname?

Intingerai le tue dita nel colore e dipingerai le meraviglie di un sorriso,
amerai la solitudine e piangendo racconterai la gioia di un bacio,
ti siederai sull'erba, stringerai a te un mandolino e canterai la bellezza di uno sguardo.
La gente punterà il dito,
la gente ti chiamerà,
vorrà conoscere da te la felicità dell'autore;
ma tu non vorrai, non vorrai parlare.
Quando sarai in compagnia non ne verrà che menzogna,
indosserai una maschera e reciterai l'amore.
L'amore!
Quante volte interrogherai te stesso dubitandone la reale esistenza,
quante volte la tua commedia sarà così ben interpretata da convincere la tua stessa mente.
Ammirerai il volo di un gabbiano, sospirando imprecherai Iddio di non averti graziato del suo stesso dono,
sarai ossessionato dall'immagine,
ricercherai la perfezione in ogniccosa, ogni creatura.
E un giorno, per invidia del tempo o per tuo disprezzo lascerai tutti in questo mondo, e te ne andrai, lontano...

 
19 Maggio 2008

Just alone with my toughts

Ho deciso di lasciare tutto e tutti, questa notte.
Orfeo ha già rapito il mondo, ma io ne sono rimasto indenne.
Levo dalle tasche tutte le sofferte monete, le appoggio sul tavolo della cucina e scappo, via da queste quattro mura, e non solo.
E' da poco passata la metà del buio e questo paese sembra un campo di battaglia, subito dopo lo sterminio.
L'unica compagnia alla notte, ora, è il rumore del mare.
Il vento spira a nord, probabilmente ad ore pioverà.
Non resisto alla tentazione, mi voglio fermare, voglio sdraiare la schiena sulla sabbia, voglio cantare, un'ultima volta

''
..una donna a bordo porta sciagura,
ma noi siam corsari non ne abbiam paura..
''

Ora che il buio ha conosciuto la mia voce mi sembra di ferirlo tacendo.
Anche la vecchia osteria del porto, una vecchia casupola tutta in legno dove ogni sera si ritrovano uomini baffuti e signorine gentili, ha spento la luce.
Dev'essere ormai ora molto tarda.
Guardando le stelle ricordo questa spiaggia illuminata dalla dolce luce del tramonto.
Scoprii quì la solitudine, l'amicizia, la fedeltà; sperimentai quì l'arte dell'amore e quella della poesia; conobbi quì piacere e dolore.
Raccolgo le mie forse e mi alzo, mi dirigo verso il centro abitato.
Voglio arrivare fino alla piazza che conduce alla chiesa per vedere risplendere nella notte le grandi lampade a carbone, voglio bere l'acqua fresca del pozzo.
La chiesa è un edificio imponente, candido. Risalta soprattutto perchè il parroco preleva mensilmente salate decime per operarvi continue riparazioni in contrasto con le case malandate dei dintorni.
Non credo in Dio, tuttavia non l'ho mai confessato a nessuno, o mi avrebbero processatao per eresia e probabilmente arso vivo proprio quì, dove ora mi trovo.
Questa notte, però, recito un paternoster per la mia famiglia, che dovrà campare senza di me, unico figlio maschio.
Non perchè creda che possa cambiare qualcosa, ma perchè sono convinto lo credano loro.
Sta cominciando a piovigginare ed io scendo ancora al pontile, sul lungomare.
Più mi avvicino alla spiaggia, più la pioggia s'infittisce; giunto a destinazione non distinguo più mare e cielo, cielo e terra, terra e me.
I miei vestiti, i miei capelli, la mia pelle, i miei occhi sono fradici.
Ancora uno sforzo, rubo una barca.
Da terra, ora, si solleva sabbia asciutta, si mischia all'aria: non vedo bene, non respiro bene, c'è un gran frastuono.
Quanti nodi marinari ancorano a questo paese decine di barche; la polvere nelgi occhi rende ancora più difficile il mio lavoro, mi estranea dalla realtà.
Raccolgo due remi, trascino a fatica il mio mezzo, salgo a bordo e inizio il mio viaggio.
Addio porto, addio paese, addio famiglia, addio mondo, parto oggi alla ricerca di Dio; ti lascio ignorante fino a che le nostre anime non si ri-incontreranno, ancora...

 
02 Maggio 2008

Can I start this again?

Sento il pianto del mare, l'ansia delle luci colorate scappare dai lampioni, la sovranità del buio.
Sono trascorsi nove mesi, non ci giurerei. Chiedo perdono, tu non erri, MAI.

Perduta la cognizione del tempo, svanisce la luce ai miei occhi.
Quante cose sono accadute, quante sarebbero potute accadere, quante emozioni, quanti sogni.
Duecentosettanta giorni, altrettante notti, mi hai regalato: in quanti di questi ho sofferto, in quanti ho riso?
Le serate avevano grandi ali, per questo sono volate via, in cielo.

Ho scoperto mondi nuovi.
Ho amato chi non avrei mai creduto di apprezzare.
Ho cercato.
Mi hai delusa, ti ho perdonato.

Credimi ora se ti ringrazio, le lacrime sul mio viso raccontano la mia storia.
Non riesco a godere di te, non riesco ad amare di te.
Fermati cosicchè io possa sentire l'anima in corpo.
Accellera e fammi dimenticare il pugnale nel cuore.

Non obbedire a me perchè ti mentirei per poterlo fare ancora.
Non guardarmi perchè userei la mia bellezza per ingannarti.
Non bearti in me o ti ammalierò per averti per sempre.

Renditi umano, ti ucciderò e vivrò in un mondo nuovo, senza te...

 
04 Aprile 2008

How can I?

Eravamo solo due bambini quando i nostri sguardi si incontrarono, per caso:
bastò un sorriso per conoscerci da sempre e un saluto per non separarci più.

Mi hai da subito presa per mano e guidata nel mio cammino, su questo ponte pericolante,
ti sei dedicato a me, mi hai insegnato a muovere i passi, uno dopo l'altro, tra queste assi di legno umido,
mi hai insegnato che, se pur rischioso, il nostro percorso è magico.

Ho conosciuto con te i colori di questa passeggiata infinita,
se ora posso darmi vanto di aver riso di gioia so che il ringraziamento va a te.

Ho cercato di camminare senza il tuo sostegno
mentre tentavo il mio difficile equilibrio mani mi hanno spinto giù, verso il fiume,
ma le tue mi hanno sempre afferrata in tempo, asciugando le mie lacrime.

Non mi sono mai chiesta come avrei potuto affrontare l'infinito dinnanzi a me senza te,
ora dovrò farlo.

Ti chiedo perdono, amico, per non esserti stata riconoscente finchè ero in tempo,
perdonerai mai le mie colpe, amante?

Mentre ti penso, mentre ti scrivo, le lacrime bagnano le mie guancie.
Spero solo che tu possa sentirmi anche senza che io sappia dove tu sia.

Adesso tu non ci sei più,
e io cosa posso fare?
come posso illudermi di poter continuare?





------------------------------------------------------------------------------------------Mi mancherete...(L)

 
29 Febbraio 2008

*Meru in the sky with diamonds

Dico il vero, l'ho visitato. Prova!
Il viaggio da qui è breve. Breve a tal punto da non percepirlo distinto dall'entrata.
Benvenuto alla gioia, oltre il tempo.
Per sempre bambino non potrai ricordare. Tutto lì sembrerà una scoperta, una conquista.

Luci colorate all'orizzonte ammirerai
Strade scintillanti il tuo passo guideranno
Dal cielo fiori profumati scenderanno

La Scelta Definitiva, La Sola Disponibile

E dopo aver parlato mi porge ora in dono le chiavi di questo mondo sconosciuto e senza cicatrici.
Il mio regalo è incartato da una velina biancotrasparente con un elastico legato a fiocco.

Questo ponte in mezzo al fiume è solo l'inizo del tuo viaggio se lo vuoi lo puoi ottenere, le parole sono solo soffi nel vento.

Scarto allora il mio pacchetto.

Saluta Lucy, Sola nel cielo con i Diamanti.

 
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